statua stele della Verrucola

Statua Stele di Verrucola

 

Precisamente in questo luogo, a pochi metri dal ciglio stradale e da rozzi massi che ancora portano l’anima del lavoro dell’uomo neolitico, è stata trovata intorno al 1930 la testa della Statua Stele detta poi di Verrucola, la 28ma della serie.

La più bella, famosa ed enigmatica fra le altre n. 14 stele antropomorfe trovate sempre nel Comune di Fivizzano; dalle prime di Pontevecchio trovate nel 1905, per proseguire nella Moncigoli I e Moncigoli II del 1910, fino ad arrivare a quella di Soliera del 1979 ed all’ultima di Montecorto del 1980.

Scoperta dal carrettiere Annibale Tonelli mentre si accingeva a fare legna ; estraeva dalla poggiata, con l’aiuto del cavallo, la radice di un castagno: assieme al legno venne fuori la scultura. Riconosciuta da Don Mosè Carli pievano di Vendaso che la segnalò agli studiosi. Fu comperata dal Museo Civico di la Spezia per la somma di lire 50. Oggi è conservata nel Museo Civico Archeologico “Ubaldo Formentini” presso il Castello di San Giorgio a La Spezia.

E’ un frammento di statua stele probabilmente femminile (il corpo non è ancora stato trovato) del periodo Calcolitico (età del rame, circa fra il 3200 e 2500 a.C.).

Appartiene al Tipo B o anche detto di “Malgrate”: suddivisione tipologica elaborata nel 1948 da Ubaldo Formentini e poi ripresa da Cesare Augusto Ambrosi ed oggi universalmente accettata.

La testa è ad arco molto ribassato, gli occhi a pastiglia, la linea inferiore abbozza il mento e come le altre dello stesso tipo non vi è scolpita la bocca.

“La testa raffigurerebbe il pomo semicircolare del pugnale e il collo il manico di quella temibilissima arma che, per tutto il neolitico, fu fonte di enorme prestigio a chi la portava” (Augusto Cesare Ambrosi).

Ancora oggi non conosciamo se le statue stele sono idoli, immagini di eroi, simulacri di defunti, espressione del culto della “Grande Madre”, la dea della fecondità alla quale rimanda anche il vicino sito preistorico del Masso di S. Caterina ma “di certo queste figure antropomorfe ci inviano un messaggio che ancora oggi dopo 50 secoli ci turba” (Prof. Emmanuel Anati).

Ricordiamo qui il celebre storico fivizzanese Emanuele Gerini che per primo fece conoscere al grande pubblico la prima statua stele trovata nell’anno 1827 a ZIGNAGO (Sp). Dopo quasi due secoli di studi e decine di nuovi ritrovamenti, le statue stele “con il loro linguaggio ermetico ci inviano un messaggio che solo in minima parte riusciamo a cogliere” (Augusto Cesare Ambrosi)

Fivizzano, 24 gennaio 2018                                           L’Amministrazione Comunale di Fivizzano

Testo di Rino Barbieri