Nella parte settentrionale del comune di Fivizzano, a poca distanza del Passo del Cerreto, troviamo il paese di Sassalbo. Antico borgo circondato da boschi di castagno, si trova all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, che qui ha la sede ed un centro visite. 

Viene menzionato per la prima volta nel 1137 in un Diploma dell’imperatore Lotario II, ma presumibilmente esisteva un primo nucleo già nel IX secolo. Fortificato nel Medioevo, oggi rimangono alcuni ruderi del castello, attorno a cui probabilmente sorse il nucleo originario di Sassalbo, spostatosi poi nell’area odierna col progressivo abbandono della fortificazione, probabilmente crollata a causa del terremoto del 1481.

Importante crocevia nei secoli scorsi, Sassalbo fu un centro di transito fino alla fine del XIX secolo, caratteristica che ha lasciato nei suoi abitanti un forte senso di accoglienza, ancora oggi ben radicato nel paese. Qui infatti transitavano due importanti vie di comunicazione, la via dei Lombardi e la via Parmigiana, oggi percorribili come sentieri. La via dei Lombardi metteva in comunicazione Luni e Reggio Emilia, seguendo un’antica pista bizantina percorsa da mercanti e pellegrini, era anche detta via Modenese, perché diretta a Cerreto, che apparteneva allo Stato Estense, la cui capitale era Modena. La via Parmigiana univa Lucca e Piacenza, mentre nel tratto locale congiunge Sassalbo con i borghi di Torsana e Camporaghena, situati nel comune di Comano, attraverso il Passo dell’Ospedalaccio.

Conosciuto anche come il “il paese senza camini”, vi sono due interpretazioni per questo particolare soprannome: la prima, più suggestiva, narra che il paese fosse stato costruito da un gruppo di pirati, che avrebbe eretto edifici senza camini per evitare di essere scoperti a causa del fumo; la seconda, più plausibile, riguarda la diffusione nel tessuto abitativo di seccatoi per le castagne, edifici senza comignoli per permettere al fumo dei fuochi di seccare le castagne. Ancora oggi tradizione del paese, si produce la farina dolce, un prodotto che fino alla metà del XX secolo era di sussistenza.

Chiesa di San Michele Arcangelo

L’edificio di culto si trova a nord dell’abitato, affacciato su un sagrato in acciottolato. Fu trasferito nell’attuale collocazione dopo il 1843, quando una frana distrusse l’antica chiesa situata a sud del paese, in località Giardino, dove oggi si trovano le rovine del campanile. A seguito del disastroso terremoto del 1920 anche la struttura ottocentesca venne distrutta, ricostruita poi alla metà degli anni Venti. Il prospetto con facciata a quattro spioventi completamente intonacata, come il resto dell’edificio, fiancheggiato dal campanile, si ispira allo stile romanico delle chiese lunigianesi a tre navate, mentre l’interno presenta un’aula unica absidata coperta da capriate lignee.

I gessi

A poca distanza dal paese si trova un affioramento di rocce evaporitiche costituito da gessi ed anidridi saccaroidi di colore bianco. L’ambiente in cui si formarono e depositarono queste rocce è simile a quello delle attuali lagune costiere, dove l’evaporazione dell’acqua e gli scarsi apporti idrici facilitano la concentrazione dei sali e la loro cristallizzazione. Da questi gessi deriva anche il nome del paese, Sasso-albo, quest’ultimo un latinismo che significa “bianco”.

Bioparco dei Frignoli

Centro per la conservazione e divulgazione della biodiversità, è situato all’ingresso del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, lungo la SS63 del Cerreto, poco distante da Sassalbo. Il Bioparco è costituito da diverse sezioni: un Orto Botanico con collezioni a tema e ricostruzioni ambientali, un arboreto, l’allevamento per il ripopolamento della trota appenninica e del gambero di fiume, un terracquario fluviale, un percorso acrobatico in altezza, un laboratorio botanico scientifico-didattico, nonché un rifugio con 24 posti letto con possibilità di degustare merende della biodiversità, un’area di sosta attrezzata per campeggio natura e numerose aree attrezzate per pic-nic.

Carscenta

Dolce tipico della zona, all’aspetto è simile ad una focaccia molto alta, viene cotto su foglie di castagno ed al suo interno contiene uva passa, pinoli e semi d’anice. La Carscenta è al centro dell’antico rituale del fidanzamento, solitamente tenuto il 29 settembre, giorno di San Michele Arcangelo: il dolce veniva preparato dalla famiglia del ragazzo e donato alla famiglia della ragazza, che poteva sancire ufficialmente il fidanzamento restituendo metà del dolce.

Competenze

, , ,

Postato il

19 Gennaio 2022